Efficacia del carbossimetilbetaglucano nella regressione delle alterazioni citologiche cervicali di basso grado HPV correlate

La correlazione tra infezione genitale da Papilloma virus umano (human papilloma virus, HPV) e neoplasia cervicale è stata formulata per la prima volta agli inizi degli anni ’80 dal virologo tedesco Harold zur Hausen e successivamente confermata da numerosi Autori nel corso degli anni successivi. Il carcinoma cervicale è il primo cancro ad essere riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come totalmente riconducibile a un’infezione 1, 3. Ad oggi sono stati individuati più di 100 genotipi di HPV che infettano l’uomo. Tra questi, circa un terzo è associato a patologie del tratto genitale, sia benigne che maligne. Si distinguono HPV a basso (human papilloma virus low risk, HPV-LR) ed alto rischio (human papilloma virus high risk HPV-HR) di trasformazione neoplastica. Tale differenziazione si basa sul fatto che la capacità trasformante del virus è limitata all’infezione persistente dei sottotipi ad alto rischio che sono in grado di integrare il proprio genoma in quello della cellula ospite e interagire con i delicati meccanismi della replicazione cellulare 4. I genotipi virali ad alto rischio più frequentemente implicati nel carcinoma cervicale, fino al 70% dei casi, sono il 16 (50%) e il 18 (20%), i restanti ceppi (31,33,35,39,45,5 1,52,56,58,59,68,73,82…) sono coinvolti nel rimanente 30% delle neoplasie 5, 6. La popolazione maggiormente colpita dall’infezione da HPV è quella femminile. Oltre il 75% delle donne sessualmente attive si infetta nel corso della vita, con un picco massimo poco prima dei 25 anni di età. La storia naturale dell’infezione virale è correlata al funzionamento del sistema immunitario delle pazienti. Nella maggior parte dei casi l’infezione è transitoria in quanto il virus viene, naturalmente, eliminato dal sistema immunitario ben funzionante entro i 12-24 mesi. Nella restante parte dei casi invece, la persistenza virale evolve verso lesioni displastiche fino al cervico-carcinoma, attraverso un processo graduale che, per compiersi, può richiedere diversi anni 8, 9. Ciò spiega perché l’incidenza del carcinoma della cervice aumenta dalla quarta decade di vita e non è frequente nelle donne più giovani, tra le quali invece l’infezione da HPV ha una prevalenza elevata. Esistono inoltre una serie di cofattori che influenzano la storia naturale dell’infezione virale portando ad un aumento del rischio di sviluppare lesioni displastiche nelle donne HPV positive.

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