Efficacia dell’associazione lattoferrina-betaglucano nel trattamento delle vulvovaginiti recidivanti e nella gestione delle ascus/lsil: risultati preliminari

LIBRO DEGLI ATTI DEL XXII CONGRESSO NAZIONALE SICPCV

Le vulvovaginiti recidivanti intese come 3 o più episodi sintomatici confermati da coltura negli ultimi 12 mesi, rappresentano una condizione che causa alla donna notevole discomfort con soventi sequele psicologiche ed al medico importanti difficoltà nel management. Mentre molte informazioni sono a nostra disposizione sulla gestione delle vulvovaginiti non conplicate, ancora pochi sono gli studi inerenti la patologia recidivante soprattutto laddove fallisce la terapia etiologica. Nella eziopatogenesi delle forme recidivanti si pone sempre più l’accento sulle alterazione dell’assetto immunitario locale,mediato dalle IL soprattutto 6 e 8, e pertanto molecole come la lattoferrina e il betaglucano le quali,direttamente o indirettamente con meccanismo citochino-dipendente, permettono l’attivazione di macrofagi e cellule NK , potrebbero svolgere un ruolo chiave per il loro effetto batteriostatico e battericida nonché di killing delle cellule infettate da batteri, miceti e virus.

E’ proprio questa ultima proprietà che potrebbe rendere questi principi attivi un utile coadiuvante nella gestione della paziente con colposcopia negative ma con citologia ASCUS/ LSIL ed eventuale positività per HPV ad alto rischio oncogeno (HR-HPV); condizione nella quale i presidi terapeutici a nostra disposizione non possono esse re utilizzati e per la quale e prevista solo in parte la regressione spontanea.

Inoltre queste capacità immunomodulatorie potrebbero risultare utili nel follow-up postchirurgico di lesioni di alto grado al fine di ridurre la quota di persistenza riecidiva laddove la persistenza di HR-HPV sembrerebbe un importante fattore di rischio. Tali presupposti potrebbero inoltre giustificare il loro iniziale utilizzo in quelle donne HlV+ con una buona condizione immunitaria e virologica ma che presentando le problematiche sopra discusse sono maggiormente predisposte alla persistenza e/o recidiva.

Il nostro studio si pone quindi l’obiettivo di studiare l’efficacia e la sicurezza dell’associazione di tali principi attivi nella terapia e prevenzione delle vaginiti recidivanti, nella gestione delle ASCUS/LSIL con colposcopia negativa e nel follow-up post-terapia escissionale.

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