L’azione immunomodulante del Beta-glucano come adiuvante nella regressione delle alterazioni citologiche cervicali di basso grado (ASCUS e LSIL)

Annalisa Pieralli, Maria Grazia Fallani, Carlo Penna, Massimiliano Fambrini, Serena Tarani, Mauro Marchionni.
Centro di Fisiopatologia Cervico-Vulvo-Vaginale e Laserterapia Università degli Studi di Firenze
Dipartimento di Ginecologia Perinatologia e Riproduzione Umana
Dir. Prof. Mauro Marchionni

Il Beta-glucano è un componente della parete cellulare di numerosi lieviti, funghi e batteri, non viene sintetizzato dall’organismo umano e viene pertanto riconosciuto come non-self dal sistema immunitario1. Studi in letteratura hanno dimostrato la capacità di questa sostanza di modulare la risposta immunitaria tessutale tramite legame specifico ai recettori TLR (ToIl-Like-Receptor) presenti sulla superficie dei macrofagi e delle cellule dendritiche.

I TLR sono deputati al riconoscimento e al legame di antigeni patogeni. L’attivazione dei TLR determina la fagocitosi del patogeno e l’attivazione del metabolismo dell’acido arachidonico con produzione di citochine proinfiammatorie Tali citochine attivano le cellule natural killer (NK) e i linfociti T, potenziando quindi la risposta infiammatoria ed innescando la risposta immunitaria specifica (2).
I legame del Beta-glucano al TLR è in grado di modulare tale risposta infiammatoria determinando una modificazione della concentrazione e del pattern di citochine liberate con ridotta attivazione delle cellule NK e dei linfociti T3,4,5.

Questa stimolazione controllata dell’attività immunitaria ha una azione protettiva nei confronti di organismi patogeni, tossine e cancerogeni ambientali1,6.

Un agente che ha un ruolo fondamentale nella patogenesi della patologia cervicale, sia benigna che maligna, è il papillomavirus umano (HPV). Sono noti oltre 100 diversi sierotipi di HPV, di cui una trentina con spiccato tropismo per le mucose del tratto genito-urinario. Tra questi si distinguono sierotipi a basso rischio (6,11), responsabili della patologia cervicale benigna (condilomi) e sierotipi ad alto rischio (16, 18), responsabili dell’evoluzione displastica delle lesioni (CIN e carcinoma cervicale). Questi ultimi sierotipi sono infatti in grado di integrarsi nel genoma umano e interferire con la replicazione di geni oncosoppressori7.

L’infezione da HPV rappresenta ancora un problema terapeutico. Infatti, allo stato attuale, siamo in grado di trattare esclusivamente le lesioni prodotte dal virus dell’HPV (condilomi, CIN). Non esiste, invece, terapia in grado di influenzare direttamente lo stato di sieropositività delle pazienti o di prevenire la comparsa di recidive7.

La frequenza delle recidive è strettamente connessa con lo stato immunitario delle pazienti. La percentuale di recidive nella popolazione trattata per lesioni da HPV è di circa il 20%, tale percentuale sale al 65% se valutiamo un gruppo di pazienti immunocompromesse8.
Lo stato immunitario svolge un importante ruolo anche nel determinare la regressione spontanea delle lesioni. Il 42% circa delle pazienti con citologia positiva per ASCUS o LSIL va incontro a negativizzazione spontanea.(9)

Basandoci sulla constatazione del ruolo svolto dal sistema immunitario nella persistenza e recidiva della patologia cervicale da HPV, il nostro studio è andato a valutare se, nelle pazienti che presentano screening citologico positivo per alterazioni di basso grado (ASCUS e LSIL) e colposcopia negativa, l’impiego del Beta-glucano, di cui sono note le proprietà immunomodulatorie, determina un aumento della percentuale di Pap-test negativi al primo controllo (dopo 3 mesi).

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