PCOS e Redestop

La sindrome dell’ovaio micropolicistico (PCOS) è la più comune endocrinopatia del sesso femminile e rappresenta la causa più importante di infertilità anovulatoria. È caratterizzata dalla presenza di almeno due delle seguenti caratteristiche: anovulazione, iperandrogenismo clinico e/o biochimico, ovaie micropolicistiche e, in una significativa percentuale di casi, insulino-resistenza.

Sebbene l’eziologia di questa sindrome non sia ancora del tutto chiarita, numerosi studi condotti su famiglie di donne con PCOS indicano che nella sua patogenesi sono coinvolti anche fattori genetici. Per tali motivi la PCOS viene propriamente definita una patologia multifattoriale, determinata dall’associazione di molteplici fattori: genetici, endocrini e ambientali.

La PCOS è una sindrome che “coinvolge tutta la vita” della donna, che inizia nella vita intrauterina in soggetti geneticamente predisposti, si manifesta clinicamente al momento della pubertà, perdura nell’età fertile, ed espone, soprattutto dopo la menopausa, ad un rischio più elevato di sviluppare patologie cardiovascolari, ipertensione, diabete e altre complicanze metaboliche. Inoltre, durante l’età fertile può determinare infertilità anovulatoria ed in gravidanza una maggiore incidenza di complicanze gestazionali quali aborti spontanei, diabete gestazionale e preeclampsia.

L’esistenza di varie teorie sull’eziologia di questa sindrome ha condotto inevitabilmente ad un approccio terapeutico della stessa essenzialmente di tipo sintomatico, che spesso, tuttavia, risulta incompleto e insufficiente nell’affrontare le sue diverse manifestazioni cliniche.

L’obesità è presente nel 50-65% delle donne con PCOS. Si tratta di un’obesità di tipo centrale, che determina un incremento del rapporto vita-fianchi. Diversi studi hanno dimostrato che la riduzione del peso e l’esercizio fisico determinano un miglioramento delle irregolarità mestruali e dell’infertilità. Il calo del peso corporeo riduce la resistenza all’insulina e abbassa i livelli di testosterone libero, mentre aumenta i livelli di IGFBP – I e SHBG.

Il riconoscimento dell’importante ruolo fisiopatologico dell’iperinsulinemia nella PCOS, ha fornito il razionale per l’introduzione nel trattamento di queste pazienti di nuovi farmaci insulino-sensibilizzanti, come la metformina, troglitazone e pioglitazone. La metformina, in particolare, migliora la sensibilità periferica all’insulina inibendo la gluconeogenesi epatica e incrementando la captazione di glucosio a livello muscolare, determinando, quindi, una riduzione dell’insulina circolante e dei livelli di testosterone totale e libero. Tale farmaco migliora, inoltre, la funzione ovulatoria e non ha effetti teratogeni sul prodotto del concepimento. Gli effetti collaterali più comuni sono quelli a livello gastroenterico (meteorismo, nausea, vomito, diarrea).

Alcuni studi in donne con PCOS hanno dimostrato che la terapia con D-chiro-inositolo (DCI) aumenta l’attività ovarica e la frequenza mestruale, attivando gli enzimi che controllano il metabolismo del glucosio, in qualità di mediatore postrecettoriale o come secondo messaggero del segnale dell’insulina.
Il Myo-inositolo (MI) e il DCI sono isoforme dell’inositolo e appartengono al complesso vitaminico B; il primo è ampiamente diffuso in natura, mentre il DCI, che è prodotto in seguito a epimerizzazione del gruppo idrossile C1 del MI, è relativamente raro.

Un recente studio ( in press su Fertilità e Sterilità) eseguito presso la Clinica Ginecologica di Siena ha dimostrato che l’associazione dell’inositolo contenuto in un prodotto il cui nome commerciale è Redestop alla dose di 2 bustine al gg per complessivi 3 grammi alle gonadotropine è in grado di aumentare la percentuale di gravidanze nei cicli di inseminazione intrauterina. Inoltre, altri dati, confermano una ripresa dell’attività ovarica spontanea, nella maggior parte dei pazienti con sindrome dell’ovaio policistico, trattate con Redestop (1 bustina al giorno) dopo 2 mesi di assunzione.
Inoltre elevate concentrazioni di myo-inositolo nei fluidi follicolari sembrano svolgere una funzione positiva nella maturità follicolare e di fornire un indicatore di ovociti di buona qualità, riducendo il numero delle vescicole germinali e degli ovociti degenerati. Nei protocolli di induzione dell’ovulazione è stato visto che riduce il rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS), riducendo i livelli di estradiolo al momento della somministrazione dell’hGC.

I prodotti contenenti inositolo ed in particolare il Redestop, hanno anche effetti sui disturbi dermatologici tipici della PCOS, portando a un decremento dell’irsutismo e dell’iperandrogenismo e migliorando il profilo metabolico di queste pazienti.

Il prodotto preso in considerazione in questo articolo, il Redestop, assume particolare importanza rispetto agli altri prodotti a base di Myo-Inositolo in quanto contiene anche altri ingredienti quali Lattoferrina, Bromelina, Antiossidanti e Magnesio particolarmente utili per il trattamento completo della PCOS. Infatti la sigla “PCOS” stà per sindrome dell’ovaio micropolicistico e comprende un complesso di alterazioni metaboliche ed ormonali collegate tra loro che coinvolgono in modo particolare lo stato infiammatorio di queste pazienti, le quali divengono soggetti con futuri rischi metabolici e cardiovascolari.

In sostanza le pazienti con PCOS dovrebbero essere trattate con un approccio multifattoriale per affrontare da tutti punti di vista le problematiche collegate alla sindrome:
insulinoresistenza e/o iperinsulinemia, iperandrogenismo, obesità addominale, infiammazione, rischio cardiovascolare.

Il Redestop agendo su più fronti, è l’unico prodotto attualmente in grado di fornire un trattamento integrato completo per la sindrome dell’ovaio micropolicistico.

REFERENZE
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